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Informazioni sulla nostra azienda vinicola e i nostri prodotti

Informazioni sulla nostra azienda vinicola e i nostri prodotti - Azienda vinicola"Vini Musella"
L'azienda vinicola "Vini  Musella" ha una consolidata esperienza nel campo  vitivinicolo, settore in cui opera da oltre 25 anni.

La professionalità e l'esperienza acquisita negli anni è messa al vostro servizio per cercare di soddisfare ogni vostra esigenza.

L'azienda "Vini Musella" vinifica,imbottiglia e distribuisce i seguenti prodotti: 

-Campi Flegrei Falanghina d.o.c.

-Campi Flegrei Piedirosso d.o.c.

-Lacryma Christi Del Vesuvio d.o.c. Bianco 

-Lacryma Christi Del Vesuvio d.o.c. Rosso

-Novello Del Beneventano i.g.t.

-Aglianico Campania i.g.t.

-Falanghina Campania i.g.t.

-Solopaca d.o.c. Rosso

-Solopaca d.o.c. Bianco

-Fiano D Avellino d.o.c.g.

-Greco di Tufo d.o.c.g.

-Taurasi d.o.c.g.


-Prosecco Extra Dry

-Vino da tavola

-Possibilità di etichette personalizzate per eventi o locali.

storia dell'azienda vinicola "Vini Musella"

Nel 1986 nasce nel comune di Marano Di Napoli  l'azienda vinicola "Vini Musella"
nasce nel solco della tradizione e dall' amore per la  terra e i suoi frutti.

La passione di produrre ottimi vini è  sentita e tramandata da padre in figlio.

Nata inizialmente  per soddisfare un bisogno personale, fu poi con Giacomo che si trasformò in qualcosa di più impegnativo ,cioè in una vera e propria attività commerciale.

Giacomo volle dedicare questo suo grande amore per i vini all'amore della sua vita,sua moglie "Adele Musella da qui' la denominazione "Vini Musella".

In questi anni  l'azienda, avendo  come obbiettivi la crescita e del miglioramento, è andata avanti con un'occhio alla tradizione e l'altro alle moderne tecnologie, senza venir mai meno al principio che l' ha ispirata,cioè  di produrre esclusivamente qualità,con la consapevolezza che fossel'unica carta vincente nella moltitudine di offerte del mercato.

Giacomo  con la sua enorme esperienza, acquisita con gli anni, e con l'impegno e passione,riusci in poco tempo ad affermarsi per i suoi vini di qualità.

Da allora l'azienda "Vini Musella"non ha mai smesso di produrre ottimi vini per passione. 

alcune curiosita sul territorio ed i vini deli Campi Flegrei

alcune curiosita sul territorio ed i vini deli Campi Flegrei - Azienda vinicola"Vini Musella"


L'area a nord-ovest di Napoli è un territorio affascinante, dal paesaggio vario e morfologicamente interessante, caratterizzato da numerosi crateri spenti e da attività vulcaniche di diverso tipo, tra cui il bradisismo e il termalismo.
La denominazione Campi Flegrei deriva dal greco (phlegraios=ardente) ed è un chiaro riferimento alla natura vulcanica del territorio, che lo ha contraddistinto sin dagli inizi della sua storia, quando era dimora di popolazioni primitive. Ma, accanto alle caratteristiche fisiche e naturali del luogo, è la ricchezza di siti archeologici e di testimonianze del lontano passato a contribuire al fascino dei Campi FlegreiL'area a nord-ovest di Napoli è un territorio affascinante, dal paesaggio vario e morfologicamente interessante, caratterizzato da numerosi crateri spenti e da attività vulcaniche di diverso tipo, tra cui il bradisismo e il termalismo.La viticoltura identifica un’attività agricola di indiscussa rilevanza per l’economia dei Campi Flegrei sia in termini di diffusione territoriale che come incidenza sulla produzione lorda vendibile del settore agricolo;questo è un dato riconducibile ai fattori di natura ambientale e storica:i primi riferiti alle condizioni pedoclimatiche delle aree vocate del territorio flegreo che,pur nella loro estrema variabilità,favoriscono la coltivazione della vite e la produzione di vini di buon livello qualitativo;i secondi si ricollegano alla ultramillenaria tradizione viticola dell’intera regiona Campana.
Alcuni tra i fattori caratterizzanti di tutta la produzione viticola sono la tipicità e la specificità delle varietà autoctone coltivate nell’area,che dal 1994 si fregia del riconoscimento della denominazione di origine controllata Campi Flegrei;le varietà prescritte dalla doc sono quelle allevate qui da secoli,il Piedirosso e la Falanghina in primis che rappresentano in effetti l’espressione tipica del territorio,mentre sono ammessi in percentuali variabili altri vitigni quali la Biancolella e la coda di volpe per la produzione dei bianchi e l’Olivella e lo sciascinoso per i rossi,ma in effetti queste ultime sono poco diffuse,se non propagate per microvinificazioni sperimentali.
Tra le aree maggiormente vocate per la coltivazione della vite nei Campi Flegrei ci sono luoghi che racchiudono in sé anche un rilevante valore storico:volendo tracciare una mappa dei crus si partirebbe innanzitutto dal circondario del Lago D’Averno presso il litorale di Lucrino, incastonato in uno scenario verdeggiante e pieno di mistero dove la vigna si fregia di bellissimi reperti archeologici tra i quali il tempio di Nettuno; due passi più in là,la grotta della Sibilla attraversa un altro bellissimo lembo di terra coltivato a vite che va dai pendii scoscesi di Baia fino al Fusaro,fino ad arrivare lungo il litorale di Cuma che rappresenta assieme alla collina di Cigliano e degli Astroni una delle migliori vigne del territorio.


La denominazione Campi Flegrei doc,riconosciuta con decreto ministeriale il 3 ottobre del 1994 individua l’area di produzione nell’intero territorio dei comuni di Procida,Pozzuoli,Bacoli,Monte di Procida e Quarto e parte di quelli di Marano e Napoli,tutti in provincia di Napoli e prevede i seguenti vini:

Campi Flegrei bianco: falanghina 50-70%,biancolella e/o coda di volpe 10-30%;
eventualmente altri aut. dalla provincia ammessi max 30%.
Resa max per ettaro:120 q.li con alcol min. richiesto 10,5%.

Campi Flegrei rosso: piedirosso o per è palummo 50-70%,aglianico e/o sciascinoso (olivella) 10-30%;eventualmente ammessi altri max 30%.
Resa max per ettaro:100 q.li con alcol min. richiesto 11,5%.
Con le stesse caratteristiche è ammessa anche la produzione di novello da non immettere sul mercato non prima del 6 novembre dell’anno della vendemmia.

Campi Flegrei falanghina: falanghina min.90%
Resa max per ettaro 120 q.li con alcol min. richiesto 11%;
è consentita la produzione di falanghina spumante con alcol min. richiesto di 11,5%.


Campi Flegrei piedirosso o per è palummo: piedirosso min. 90% con una resa max per ettaro di 100 q.li ed alcol min. di 11,5%;
con un invecchiamento minimo di 24 mesi è ammessa la dicitura di riserva.
Ammessa la produzione con le stesse uve,il piedirosso o per è palummo passito dolce o passito secco.

Breve descrizione dei vitigni e dei vini
Il Piedirosso o Per é palummo è un vitigno a bacca rossa allevato in tutta l’area flegrea e rappresenta nella totalità il 12% dell’area vitata,ha origine antichissima e veniva già descritto da Plinio nella sua Naturalis Historiae e successive ampelografie lo accostavano a vitigni come il dolcetto piemontese o il refosco dal peduncolo rosso friulano,ma sicuramente le caratteristiche che questo nobile vitigno esprime nei campi Flegrei sono uniche se non rare.
E’ un vitigno che presenta delle caratteristiche aromatiche particolari,in quanto conferisce al vino,soprattutto dopo l’invecchiamento profumi finissimi di fiori rossi e frutta matura.In alcune aree di produzione viene associato in uvaggio con altre uve quale portatore di finezza ed eleganza.Una nota a margine,oltre alla etichetta Piedirosso dei Campi Flegrei,la doc prevede e disciplina anche la produzione di Campi Flegrei rosso da uve piedirosso ed altre per un massimo del 25% e del Novello ma sembra proprio che queste due ultime referenze non abbiamo mai trovato consensi tra i produttori locali.

La Falanghina è un vitigno a bacca bianca dei più diffusi ed apprezzati di tutto il territorio Campano,della provincia di Napoli in particolare.La prima citazione di questo vitigno è dell’Acerbi nel 1825 che lo annoverava tra i “finissimi fautori di piaceri sublimi della gola”,
mentre altri studiosi di ampelografia hanno scisso la Falanghina in due tipologie diverse per caratteristiche dissimili:quella “verace” tradizionalmente allevata nell’area flegrea e in provincia di caserta e Benevento e quella “mascolina” maggiormente diffusa nell’avellinese.
Nei Campi Flegrei viene tradizionalmente vinificato in purezza e rappresenta circa il novanta per cento di tutta l’area viticola nonché della produzione dei vini flegrei;
Generalmente dà vini bianchi giallo paglierini poco concentrati nel colore,di discreta consistenza con un bouquet floreale e fruttato molto ampio e fine,dal sapore asciutto molto piacevole nell’accostamento alla cucina di pesce flegrea.Negli ultimi anni alcune aziende stanno sperimentando un suo affinamento in barrique ed i risultati sono di tutto rispetto.Alcuni altri si sono cimentati nella spumantizzazione a giustificare la nobile ecletticitità di questo vitigno ma i risultati rimangono onesti ma non entusiasmanti.La viticoltura identifica un’attività agricola di indiscussa rilevanza per l’economia dei Campi Flegrei sia in termini di diffusione territoriale che come incidenza sulla produzione lorda vendibile del settore agricolo;questo è un dato riconducibile ai fattori di natura ambientale e storica:i primi riferiti alle condizioni pedoclimatiche delle aree vocate del territorio flegreo che,pur nella loro estrema variabilità,favoriscono la coltivazione della vite e la produzione di vini di buon livello qualitativo;i secondi si ricollegano alla ultramillenaria tradizione viticola dell’intera regiona Campana.
Alcuni tra i fattori caratterizzanti di tutta la produzione viticola sono la tipicità e la specificità delle varietà autoctone coltivate nell’area,che dal 1994 si fregia del riconoscimento della denominazione di origine controllata Campi Flegrei;le varietà prescritte dalla doc sono quelle allevate qui da secoli,il Piedirosso e la Falanghina in primis che rappresentano in effetti l’espressione tipica del territorio,mentre sono ammessi in percentuali variabili altri vitigni quali la Biancolella e la coda di volpe per la produzione dei bianchi e l’Olivella e lo sciascinoso per i rossi,ma in effetti queste ultime sono poco diffuse,se non propagate per microvinificazioni sperimentali.
Tra le aree maggiormente vocate per la coltivazione della vite nei Campi Flegrei ci sono luoghi che racchiudono in sé anche un rilevante valore storico:volendo tracciare una mappa dei crus si partirebbe innanzitutto dal circondario del Lago D’Averno presso il litorale di Lucrino, incastonato in uno scenario verdeggiante e pieno di mistero dove la vigna si fregia di bellissimi reperti archeologici tra i quali il tempio di Nettuno; due passi più in là,la grotta della Sibilla attraversa un altro bellissimo lembo di terra coltivato a vite che va dai pendii scoscesi di Baia fino al Fusaro,fino ad arrivare lungo il litorale di Cuma che rappresenta assieme alla collina di Cigliano e degli Astroni una delle migliori vigne del territorio.

 

Cenni di Storia del Comune Di Marano di Napoli

Cenni di Storia del Comune Di Marano di Napoli - Azienda vinicola"Vini Musella"
Il territorio su cui sorge Marano di Napoli mostra tracce di presenza umana risalente all' età neolitica. Insediamenti umani, databili ad ottomila anni fa, infatti, sono stati recentemente individuati sulla direttrice Marano-San Rocco. Dall'età neolitica fino agli Osco-Sanniti c'è un vuoto di circa seimila anni, ma si sa che gli Osci lasciarono tracce nella Masseria Spinosa, nell'area di Vallesana e nei pressi di Monteleone. Purtroppo ruspe impietose hanno distrutto ogni cosa; tuttavia questo popolo ci ha lasciato tre strade che ancora oggi sono percorribili: Cupa dei cani, Pendine e Cupa Orlando (Via Consularis Campana, per i Romani). Il territorio maranese è zeppo di tracce romane: la più importante testimonianza, nell'ambito dell'architettura funeraria in Campania, è il Mausoleo detto Ciaurro.Poco tempo fa Marano ha potuto conoscere cinque splendide statue rinvenute sul suo territorio, attualmente conservate nel Museo Archeologico di Napoli. Tali statue raffigurano uno schiavo liberato di nome Dama, sua moglie Terzia, anch'essa ex-schiava (entrambi appartenuti all'imperatore Tiberio), Ercole e due fauni. Marano aveva il privilegio di affacciarsi sia verso Pozzuoli (importante porto commerciale nel periodo imperiale) che verso Atella (pianura campana, luogo d'origine della farsa Atellana), era crocevia di attività economiche, ludiche, religiose. La Via Consularis Campana, che con le sue ventuno miglia collegava le due importanti città, era trafficatissima: vi transitarono Augusto, Virgilio, il corteo che trasportava a Roma il cadavere di Tiberio e, secondo una leggenda, addirittura l'apostolo Pietro. I Romani vi costuirono sontuose ville, mausolei, altari votivi. Dopo i Romani fu la volta dei Bizantini, dei Normanni, degli Svevi e degli Angioini. In questi secoli sorsero i nuclei originari della città: un antico villaggio dal nome di Balisano o Vallesana, un altro meno ricco e rigoglioso che era il vero e proprio casale di Marano ed infine il casale di Turris Marano (o Marano delle Torri), nei pressi di Monteleone. In questa zona, che all'epoca faceva parte del guado di Napoli, l'imperatore Federico II fece edificare un castello adibito a residenza di caccia, che alla sua morte fu incendiato da una sollevazione popolare e fu fatto ricostruire da Carlo I D'Angiò nel 1275. Quest'ultimo, obbligando sessanta famiglie a risiedere nelle vicinanze del castello, fu il fondatore dell'attuale frazione di San Rocco. Un altro castello fu edificato nell' attuale frazione di Torre Caracciolo; con la venuta degli spagnoli, Marano divenne un grande cantiere e nel 1630 Marano comprendeva Quarto e l'attuale Monte Rusciello. Su tale enorme distesa governavano ben tre principi: la principessa Caterina Manriquez che aveva avuto il feudo dell'attuale centro storico della città, il principe Capece Galeota sui possedimenti di San Rocco, Monteleone e Quarto, il principe Ruffo Scilla che dominava sulla collina fino a Pianura. Dal 1704 tutta Marano passerà ai nobili Caracciolo. Con l'unità d'Italia e con il nuovo secolo, Marano subì tutte quelle trasformazioni sociali tipiche della modernità. Fino agli anni sessanta era prettamente un centro agricolo: oggi si avvia a percorrere le tappe del terziario.


Azienda vinicola"Vini Musella"

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